Il Delitto di Antonino Gulli’
OMICIDIO GULLI’ . PERSONAGGIO SCOMODO PER LA NDRANGHETA, SVOLSE UN RUOLO FONDAMENTALI NEGLI ARRESTI ALLA COSCA ROSMINI-SERAINO E NELLA GUERRA DI MAFIA A REGGIO
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Reggio Calabria - Aveva collaborato a molte inchieste Antonino Gulli’, l’ex pentito di ‘ndrangheta ucciso ieri sera a Reggio Calabria Negli ambienti investigativi si sottolinea il ruolo importante che Gulli’ ha avuto come collaboratore di giustizia. Grazie alle dichiarazioni di Gulli’, ex affiliato alla cosca Rosmini-Serraino, uno dei gruppi criminali storici di Reggio Calabria, erano stati fatti numerosi arresti contro esponenti della sua stessa cosca di appartenenza e di altri gruppi criminali reggini. |
Gulli’, nelle sue dichiarazioni, aveva fatto riferimento, tra l’altro, all’omicidio di Lodovico Ligato, ex deputato della Dc ed ex presidente delle Ferrovie dello Stato, ucciso a Reggio Calabria nell’agosto del 1989, e ad Amedeo Matacena, l’ex parlamentare di Forza Italia coinvolto in alcune inchieste giudiziarie. Era stato anche grazie alle rivelazioni di Gulli’ che la Dda di Reggio Calabria era riuscita ad approfondire i presunti rapporti tra alcune cosche ed ambienti politici.
Importante anche il ruolo svolto da Gulli’ per illustrare i motivi della guerra di mafia scatanatasi a Reggio Calabria tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90. Lo scontro, che coinvolse tutte le cosche reggine, provoco’ oltre settecento morti. Nel 2002 Gulli’ decise di ritrattare tutte le sue dichiarazioni fatte come collaboratore. Una decisione che provoco’ la sua uscita dal programma di protezione. Da allora Gulli’ era tornato ad una vita ”normale”, riprendendo, secondo gli investigatori, i suoi contatti col crimine. ”Uccidendo Gulli - e’ stato riferito dagli inquirenti - hanno voluto bloccare la sua nuova ascesa criminale, che, evidentemente, stava dando fastidio a molti”.
OMICIDIO GULLI’ . POLIZIA ESCLUDE VENDETTA PER COLLABORAZIONE CON LA GIUSTIZIA. DELITTO SAREBBE LEGATO A CONTRASTI INTERNI AL SUO NUOVO CLAN
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Reggio Calabria - Non una vendetta per la sua collaborazione con la giustizia ma per contrasti che avrebbe avuto di recente con altri esponenti della criminalita’, di cui la vittima era tornata a fare parte. E’ quanto ha riferito un investigatore in relazione al movente dell’omicidio dell’ex collaboratore di giustizia Antonino Gulli’, ucciso ieri sera a Reggio Calabria. |
Secondo la Polizia, che sta indagando sull’omicidio, Gulli’, ex affiliato alla cosca Serraino, dopo la conclusione della sua collaborazione con la giustizia, nel 2002, era rimasto a Reggio Calabria non temendo alcuna vendetta per le sue dichiarazioni.
E questo, a detta degli investigatori, a dimostrazione del suo spessore criminale. Gulli’ aveva aperto un’officina meccanica, ma in realta’ avrebbe ripreso i contatti con gli ambienti della criminalita’ organizzata assumendo in questo senso un ruolo sempre piu’ importante.
Droga ed estorsioni sarebbero state le attivita’ criminali in cui Gulli’ si sarebbe attivato, riallacciando i rapporti con esponenti di alcune cosche. Un’attivita’ che lo avrebbe esposto alla vendetta di altri esponenti della criminalita’, suoi concorrenti nella gestione di specifiche attivita’ criminali e che hanno deciso di passare all’azione ordinandone l’assassinio. ”Se avessero voluto fargli pagare la sua collaborazione con la giustizia - ha aggiunto l’investigatore - lo avrebbero ucciso prima e, presumibilmente, con modalita’ piu’ eclatanti per dare un segnale anche ad altri pentiti di ‘ndrangheta”
OMICIDIO ANTONIO GULLI’: NELLA NOTTE ASCOLTATI I FAMILIARI. INDAGINI CANALIZZATE SU 2 PISTE LEGATE ALL’OPERAZIONE OLIMPIA ED ALL’OMICIDIO LIGATO
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Reggio Calabria - Sono stati interrogati fino a tarda notte in Questura i familiari e persone che potrebbero dare elementi utili alle indagini sull’omicidio di Antonio Gulli’, 39enne ex collaboratore di giustizia di Reggio Calabria. Quattro colpi lo hanno ucciso davanti ad un circolo ricreativo nel rione Modena, dove viveva da quando ha lasciato il programma di protezione. |
Gli uomini della squadra mobile stanno verificando la vita dell’ex pentito nell’ultimo periodo, in cui e’ avvenuto un ritorno alla criminalita’ organizzata (era un esponente della famiglia Serraino). Gli inquirenti stanno seguendo due piste, una temporalmente piu’ vicina che si rifa’ al periodo in cui ha deciso di stabilizzarsi a Reggio Calabria dopo aver collaborato con la giustizia e l’altra all’epoca delle sue dichiarazioni. “Non e’ detto che il movente dell’omicidio sia da ricondurre all’epoca in cui collaborava” ha detto il dirigente della squadra mobile reggina Renato Cortese.
Le dichiarazioni di Antonino Gulli’ contribuirono agli arresti che scattarono nell’operazione Olimpia nel 1995 e diede informazioni sull’omicidio del deputato ed ex presidente delle Ferrovie Ludovico Ligato, avvenuto nel 1989. La sua collaborazione ha portato alla luce diversi episodi della guerra di mafia reggina e aveva offerto spunti investigativi su vicende che vedevano coinvolti personaggi politici.
Nel 1996 Gulli’ e’ stato protagonista di una vicenda singolare. Al tempo in cui viveva sotto il regime di protezione speciale, spari’ per una settimana intera insieme ad un altro collaboratore di giustizia, Antonio Roda’, e si temette il loro sequestro. Quando dopo otto giorni Gulli’ si rifece vivo, ritratto’ tutte le sue dichiarazioni in merito all’omicidio Ligato.
REGGIO CALABRIA - OMICIDIO GULLI’, LA VITTIMA AVEVA RIPRESO I CONTATTI CON CRIMINALITA’. RICOSTRUZIONE DIFFICILE PER L’ASSENZA DI TESTIMONI
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Reggio Calabria - Aveva ripreso i contatti con gli ambienti della criminalità organizzata Antonio Gullì, di 40 anni l’ex collaboratore di giustizia ucciso ieri sera a Reggio Calabria con alcuni colpi di pistola. Gullì, ex esponente della cosca Serraino di Reggio Calabria, della quale, tra l’altro, sarebbe stato uno dei killer, aveva iniziato a collaborare con la giustizia alla fine degli anni ‘90, consentendo una serie di operazioni contro la criminalita’ organizzata che aveva portato a numerosi arresti. |
La collaborazione con la giustizia era andata avanti per alcuni anni fino a quando nel 2002 Gullì aveva deciso di ritrattare le sue dichiarazioni. Da qui la sua uscita dal programma di protezione, con la liquidazione anche di una consistente somma di denaro, e il suo ritorno alla vita normale. Gullì aveva deciso di restare a Reggio Calabria ed aveva aperto un’officina meccanica. Gli investigatori della squadra mobile reggina, che stanno svolgendo le indagini, ritengono, però, che negli ultimi anni Gullì avesse ripreso i contatti con alcuni ambienti criminali reggini tornando di fatto a delinquere. Ed è proprio in questo contesto che sarebbe maturato il suo omicidio, forse per una vendetta legata alla gestione di affari criminali connessi al traffico di droga e alle estorsioni, anche se le piste che si seguono in questo senso sono molteplici. Il cadavere di Gullì è stato trovato nei pressi dell’ingresso di una sala giochi nel rione Modena. La persona che ha assassinato Gullì ha utilizzato una pistola calibro 32. Contro l’ex collaboratore di giustizia sono stati sparati, complessivamente, 5 colpi, tre dei quali sono andati a segno raggiungendolo al torace. Gullì e il suo assassino potrebbero essersi trovati insieme all’interno della sala giochi e sarebbero poi usciti dea locale, all’esterno del quale poi è avvenuto l’omicidio. L’uomo è stato soccorso e portato nel pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove però è giunto cadavere. Gli investigatori hanno sentito a lungo alcune persone che si trovavano all’interno della sala giochi nel tentativo di ricostruire le fasi che hanno preceduto l’assassinio. L’omicidio, comunque, non ha avuto testimoni per cui risulta difficile ricostruirne la dinamica in tutti i particolari.
NDRANGHETA: UCCISO L’EX COLLABORATORE DI GIUSTIZIA ANTONIO GULLI’. CADAVERE TROVATO IN PERIFERIA, INDAGA LA POLIZIA
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REGGIO CALABRIA - Un ex collaboratore di giustizia, Antonio Gulli’, 40 anni, e’ stato ucciso a colpi di pistola a Reggio Calabria. Il cadavere di Gulli’ e’ stato trovato in periferia. Sulla vicenda indaga la squadra mobile sotto le direttive della Dda. Si sta accertando se l’ex pentito sia stato assassinato in un agguato o da qualcuno con cui aveva un incontro. Gulli’ era stato affiliato alla cosca Serraino, uno dei gruppi storici della ‘ndrangheta reggina. |
NDRANGHETA/REGGIO CALABRIA - SONO STATI 4 COLPI DI PISTOLA AD UCCIDERE ANTONINO GULLI’ ALL’ESTERNO DI UNA SALA GIOCHI
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REGGIO CALABRIA - Sono stati 4 colpi di pistola ad uccidere Antonino Gullì. Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto l’ex collaboratore di giustizia è stato inseguito dall’interno verso l’esterno di una sala giochi ed è stato raggiunto dai proiettili sull’uscio di questa. Gullì è stato trasportato in Ospedale dove è giunto cadavere |
Reggio CALABRIA - omicidio Gullì. L’EX collaboratore DI GIUSTIZIA ERA VENUTO ALLA RIBALTA PER LE ACCUSE ALL’ON. Matacena NELL’INCHIESTA OLIMPIA
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REGGIO CALABRIA - Antonino Gullì, ucciso stasera a Reggio, era venuto alla ribalta delle cronache a metà degli anni ‘90 quando le sue propalazioni avevano portato alle accuse nei confronti dell’onorevole Amedeo Matacena, nell’ambito del procedimento “Olimpia” e, più in generale, della cosca Rosmini-Serraino-Nicolò. Amedeo Matacena denunciò di essere stato dal Gullì vittima di un estorsione. Gullì aveva rilasciato dichiarazioni collaborative anche in merito all’omicidio Ligato |
OMICDIO GULLI’ - L’INDAGINE AFFIDATA AL SOSTITUTO PROCURATORE FEDERICO PERRONE CAPANO
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REGGIO CALABRIA - Si lavora per cercare di ricostruire la dinamica relativa all’omicidio dell’ex collaboratore di giustizia, Antonino Gullì. Il sostituto procuratore titolare dell’indagine è Federico Perrone Capano e dalle prime ricostruzioni pare che la vittima sia stata intercettata in strada ed abbia cercato riparo - inutilmente - all’interno di un circolo ricreativo |
OMICIDIO GULLI’ - NEL 1996 L’EX COLLABORATORE DI GIUSTIZIA SPARI’ MISTERIOSAMENTE
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REGGIO CALABRIA - L’ex collaboratore di giustizia, Antonino Gullì, freddato stasera al rione “Modena” di Reggio Calabria, nel 1996, in piena applicazione del programma di protezione e collaborazione fu protagonista di uno strano episodio: il 6 febbraio di quell’anno Gullì, insieme ad un altro collaboratore, Antonio Rodà, fece perdere le sue tracce per otto giorni. Al suo ritorno ritrattò le accuse formulate in relazione all’omicidio Ligato |




















