AGORA’ SOVERATESE
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Gli amministratori hanno riscontrato alcune criticità nella convenzione
SOVERATO - Alla presenza dei rappresentanti dei comuni di Soverato, Amaroni, Chiaravalle Centrale, Guardavalle, Montauro e di Isca sullo Jonio si è riunito a Palazzo di città il Comitato sulla legalità e sicurezza nel Soveratese. Scopo dell’incontro è stato l’esame della bozza istitutiva della Stazione unica appaltante in convenzione con gli Enti locali della provincia di Catanzaro. In apertura, il sindaco di Soverato, che è l’Ente capofila del Basso Jonio per la legalità, ha illustrato l’argomento ai convenuti. Raffaele Mancini ha evidenziato la necessità di pervenire in tempi rapidi alla costituzione della Stazione unica appaltante provinciale, riscontrando criticità sulla bozza di convenzione sottoposta all’attenzione dei sindaci dalla Prefettura di Catanzaro. In particolare, il primo cittadino di Soverato, s’è soffermato sulla definizione dell’organigramma tecnico-amministrativo che dovrà guidare le procedure di gara, rilevando incongruenze rispetto al ruolo del responsabile unico del procedimento, che firma il bando ma che non fa parte della commissione di gara. Raffaele Mancini ha poi aggiunto come l’ipotesi di convenzione manchi di una chiara definizione degli oneri a carico di ciascun Comune.
La discussione e l’esame del progetto è proseguita con le osservazioni del partecipanti, i quali hanno verificato la conformità della bozza di convenzione soprattutto alla luce della legge regionale istitutiva della Stazione unica appaltante. All’incontro operativo dei sindaci del Comitato di indirizzo per la Sicurezza e la Legalità del Soveratese, sono intervenuti il consigliere comunale di minoranza di Progetto per Soverato, Antonello Gagliardi, l’assessore alle Politiche sociali, Sonia Munizzi, e il comandante della Polizia municipale, ten. Francesco Battaglia. Particolare attenzione hanno rilevato gli amministratori dovrà essere dedicata all’incontro fissato per il prossimo 5 dicembre a Catanzaro in Prefettura. In quella sede, la bozza istitutiva della Stazione unica appaltante per l’affidamento di lavori pubblici, servizi e fornitura potrebbe essere licenziata.
Lo schema di convenzione tra gli Enti locali della provincia di Catanzaro prevede forme di esercizio associato alla luce dell’articolo 33 del Codice degli appalti. Le finalità, oltre ad ostacolare qualsiasi forma d’ingerenza della criminalità organizzata in materia di appalti pubblici, sono mirate a razionalizzare ed uniformare le procedure di aggiudicazione per garantire legalità e trasparenza ai massimi livelli, per rendere agevole l’accesso alle informazioni e migliorare l’efficienza organizzativa degli Enti convenzionati.
A chiusura della riunione, il sindaco Raffaele Mancini, in qualità di rappresentante del Comune capofila del Comitato d’indirizzo del Soveratese, ha chiesto ai colleghi amministratori di approfondire i contenuti del progetto in vista dell’ incontro collegiale provinciale di Catanzaro. Appuntamento quindi per tutti al prossimo 5 dicembre, quando è previsto l’ulteriore esame sulle questioni procedurali e di legittimità della bozza che regolamenta l’affidamento dei nuovi appalti di lavori pubblici, beni e servizi negli Enti locali della provincia di Catanzaro.
da SOVERATOWEB
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Dicembre 2, 2007
Pubblicato da
Massimiliano Riverso |
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IL GIALLO DI MONTEPAONE
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Si riapre il caso del vigilante trovato senza vita lo scorso 19 settembre sulla spiaggia di Montepaone. Domani mattina infatti nella sede dei Ris di Messina saranno effettuati gli esami…
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Montepaone Domani i Ris di Messina effettueranno gli esami sullo stub eseguito sul trentaseienne Raspa
Si riapre il “giallo” del vigilante trovato senza vita sulla spiaggia
Catanzaro - Si riapre domani il caso del vigilante trovato senza vita lo scorso 19 settembre sulla spiaggia tra Montauro e Montepaone. Domani mattina infatti nella sede dei Ris di Messina saranno effettuati gli esami di laboratorio sullo stub (l’analisi chimica finalizzata ad accertare le tracce di esplosione di armi da fuoco) eseguito sulle mani della guardia giurata subito dopo la scoperta del cadavere. Il corpo senza vita di Raspa, 36 anni, in servizio a Modena ma originario di Gasperina, fu scoperto sulla spiaggia del mare Jonio in località “Calalonga”, tra i centri abitati di Montauro e Montepaone Lido, zone frequentate dal giovane quando si trovava in vacanza in Calabria. A scoprire il cadavere del giovane, un gruppo di pescatori che ha trovato il corpo del vigilante in una pozza di sangue. Accanto la pistola di ordinanza, una calibro 9, da dove, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, pare sia partito l’unico colpo che gli ha centrato la tempia. Il cadavere del trentaseienne si trovava a qualche centinaio di metri daa sua autovettura, una Fiat Punto.
Una morte avvolta nel mistero più totale, tant’è che i familiari del giovane non si sono mai rassegnati nè tantomeno hanno creduto che si sia trattato di un suicidio. Da subito hanno nominato il loro legale di fiducia, l’avvocato Nunzio Raimondi, per scoprire tutta la verità e dipanare ogni dubbio sulla morte del loro congiunto. Naturalmente, sulle cause della morte è ancora buio pesto. Intanto, prosegue l’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e che è stata affidata al pubblico ministero Simona Rossi. Diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche se fin dall’inizio quella più convincente è sembrata quella del suicidio.
La Procura sta comunque valutando tutti gli elementi acquisiti e le tracce rinvenute sul luogo della tragedia. Quando fu rinvenuto il corpo di Raspa, infatti, per alcune ore la squadra del nucleo della Scientifica dei carabinieri ha raccolto indizi ed elementi utili per le indagini, mentre il medico legale Emilio D’Oro dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro, accertate le cause del decesso, ha disposto la rimozione del cadavere, per l’esame autoptico che è stato eseguito all’ospedale “Pugliese”.
Raspa era considerato da tutti un ragazzo molto tranquillo, che condivideva le giornate di ferie in Calabria, con i suoi amici ed i parenti. Prima di arrivare a Montepaone lo scorso settembre, era stato reclutato per garantire il servizio d’ordine ai funerali del maestro e tenore Luciano Pavarotti a Modena. Il giovane infatti lavorava come guardia giurata per una società in Emilia Romagna. Quando poteva, rientrava comunque sempre nella sua Calabria |
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Novembre 28, 2007
Pubblicato da
Massimiliano Riverso |
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