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NDRANGHETA/CALABRIA – NUOVI SVILUPPI NELLA OPERAZIONE NOE: SALE A 23 IL NUMERO DEGLI ARRESTI

Sono dieci le persone, tra cui alcuni imprenditori e due cinesi da tempo residenti in Italia, arrestate dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico nel corso dell’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha consentito di stroncare un traffico di rifiuti pericolosi, utilizzati per scopi industriali, con la Cina. I dieci arrestati, cinque dei quali condotti in carcere, tra cui i due cinesi, e cinque posti ai domiciliari, avrebbero lucrato consistenti somme di denaro (circa mezzo milione di euro) inviando in Cina rifiuti non trattati e quindi non utilizzabili per scopi industriali, se non a rischio della salute pubblica.

Oltre alle dieci ordinanze di custodia cautelare, il gip ha anche emesso tre obblighi di firma. Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Palmi, Vincenzo Lombardo, e dal sostituto Eliana Franco, sono state sequestrate, in più riprese, in un arco di tempo compreso tra ottobre del 2005 e gennaio del 2006, 2.648 tonnellate di rifiuti contenuti in 16 container in transito nel porto di Gioia Tauro. Secondo quanto è emerso dall’inchiesta, i rifiuti sequestrati, anziché essere trasformati dalle imprese che li spedivano in Cina in materia prima secondaria, erano residui allo stato originario di lavorazioni industriali. I rifiuti venivano sottoposti semplicemente ad una riduzione volumetrica e così venivano inviati alle industrie cinesi che li utilizzavano per produrre plastica, metalli e carta. In tal modo venivano violate le direttive dell’Unione europea e le normative nazionali che impongono la trasformazione dei rifiuti pericolosi prima della loro esportazione a fini industriali. La Procura di Palmi, con un incidente probatorio, ha anche effettuato una perizia tecnica che ha accertato la mancata trasformazione dei rifiuti e la loro conseguente pericolosità. Le imprese coinvolte nell’inchiesta hanno sede due in Campania ed una a Pomezia (Roma). I due cinesi arrestati erano residenti uno a Firenze e l’altro a Montecompatri, in provincia di Roma. Il primo, in particolare, Xiaowu Zhang, di 53 anni, avrebbe avuto il compito di contattare aziende italiane, soprattutto in Campania, che avevano la necessità di smaltire rifiuti plastici. Zhang, dal capoluogo toscano, sarebbe riuscito ad estendere la sua azione su tutto il territorio nazionale. Le aziende che volevano smaltire i rifiuti sarebbero state messe in contatto con l’organizzazione che faceva base in Campania e spediva i container per la Cina dal porto di Gioia Tauro

Fonte TeleReggioCalabria.it

Aprile 22, 2008 - Pubblicato da Massimiliano Riverso | CALABRIA NOTIZIE, CALABRIA NOTIZIE, NDRANGHETA NEWS, REGGIO CALABRIA NEWS | , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

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